Un giorno una persona mi regalò una composizione del legò. Piccola. Era il pensiero che contava.
Avere una persona che pensa a te, che si prende cura di te fa sentire il profumo anche in una stalla.
Mi ricordo che aprendo la scatola mi si disegnò il sorriso, in quell'istante ero felice.
Maneggiare quei piccoli pezzi arrivati per dono mi dava allegria ma una volta montato il kit preimpostato, presi l'oggetto, lo depositai sul comodino e ringrazia con un bacio. Tutte le volte che lo osservavo notavo che mancava qualcosa, che non era completo. Si era bello ma non completo e poi mi ritornava il sorriso pensando a quel bacio di gratitudine dato in risposta ad un pensiero ricevuto.
È bello avere una persona che ti ascolta mentre levi le maschere e sveli te stesso ma il solo ascolto non è gratificante, almeno per me.
Sono le aspettativeche fregano o forse sono proprio loro che illuminano la comprensione di noi stessi.
Entravo in camera ed era li che riempiva il comodino tra la lampada, il caricabatterie ed un libro abbandonato per altre ragioni che non erano la mancanza di voglia di lettura. Tra questi oggetti il lego occupato il suo spazio definito ma a me continuavano almeno aumentava, ogni volta che lo vedevo, ad esserci un grande senso di vuoto.
Quel regalo arrivò perchè mi aveva ascoltato una sera quando si parlava di ricordi. Gli dissi che da bambino giocavo al lego e che conservavo ancora i pezzi in un bidone in camera mia. Mi aveva ascoltato e per farmi piacere mi aveva regalato una scatoletta.
Mi aveva ascoltato ma non aveva scavato, non aveva compreso il mio bambino e quindi non aveva compreso me.
Il lego è libertà, è fantasia, è un gioco di incastri. È avere un obiettivo in testa, un sogno, e tramite i mattoncini, crearlo. Svuoti il bidone in terra e ti ritrovi una confusione di colori e forme diverse e tu sei li ad osservare quella confusione mentre nella tua testa è già tutto chiaro.
Il lego però è anche come la vita.
Tu hai tutto in testa, chiaro come il sole ma poi ci sono gli inghippi, i problemi, Le difficoltà, gli spazzi e i tempi che non collimano.
Li sta a te, al tuo genio, alla tua solitudine mentre sei seduto sul pavimento a cercare il pezzo giusto che può adattarsi al tuo creare,che può risolverti il problema.
È in quell’istante in cui sei fermo che si può rischiare di buttare tutto nel cesso. Non trovi il pezzo che vorresti, ti incaponisci perchè tutto non va come tu vuoi, perdi l’obiettivo finale ed inciampi sul problema di percorso.
Crack il gioco finisce.
È in quell'istante che devi dare libertà alla testa ed al cuore, scegliere un pezzo a caso e da li continuare senza schemi con la curiosità di vedere cosa succede. Lo incastri ed il problema è risolto.
All’atto finale cosa importa nella creazione se c’è uno spigolo in più o in meno?
L’importante è che la navicella spaziale voli.
Il vuoto che provavo nel vedere quell'oggetto sul comodino era il vuoto che c'era dentro di noi. Mi aveva ascoltato, si, ma non aveva scavato. Mi aveva pensato, si, ma non si era presa cura di me.
Non è una colpa è che semplicemente non eravamo allineati.
Pezzo uno si incastra in pezzo due, blocco tre si incastra in blocco quattro, alla fine metti il coperchio ed il gioco è finito. Pronto per essere posato sul comodino.
In quel pensiero, in quell'ascolto, in quel lego sul comodino non c’era la mia fantasia, la mia libertà, non c’ero io, come potevamo esserci noi?
lunedì 18 gennaio 2016
domenica 18 ottobre 2015
Ascensione
Io, figlio di un Re, gettato in pasto ai lupi per soddisfar la loro fame, io spirito che naviga non posso rimanere inerte al supplizio che i miei occhi son costretti a sopportare nel vedere lo sperduto fiume di dolore, io, rinuncio e lascio.
Nuovamente umano tra gli umani mi abbandono tra gli inferi di questo inferno perché così deve essere e senza avere mi dono al tuo desiderio.
Io impuro tra gli impuri, sublime vita del tuo creato, arte nel tuo disegno, così, cammino tra questi angeli caduti e nel vivere il loro dramma, ogni nube si dissolve e si manifesta la risposta tanto attesa alla domanda sospirata tra le lacrime di quell'ultimo respiro.
Io ringrazio e attendo il tuo richiamo.
lunedì 16 marzo 2015
3 Marzo
Ogni passo sofferente
il dolore di ogni graffio
sottolinea il mio passaggio
Camminando la tua luce
ho lasciato quel che ero
per risplendere di te
ogni passo è ormai certezza
evidenzia il mio sorriso
nel sentire il tuo sostegno
Camminando la tua luce
ho spogliato la paura
rinascendo in quel che sono
martedì 25 ottobre 2011
LA SCELTA IMPROVVISA
Un tempo ero vorace di rabbia e per soddisfare la mia fame, mi creavo aspettative insane. In ogni situazione trovavo il pretesto per indossare la mia armatura da guerriero facendo richieste che non potevano essere soddisfatte, ed appena il mio desiderio inconscio, incontrava la sua giustificazione in ogni negazione ricevuta, liberavo le armi riversandole al mondo. Era una fame incontrollabile, ingorda e nemica della sazietà. La gabbia che mi ero costruito e in cui vivevo, fu la mia prima opera d’arte. Avevo curato ogni minimo particolare, il vaso di rose che innaffiavo sistematicamente ogni giorno era alla luce del sole e davanti al mio sguardo, sempre. Non mi distoglievo mai dal guardarle, non avrei potuto fare altrimenti, l’alternativa era mettermi in gioco e questo, onestamente, non era previsto nel mio essere e ne tantomeno nel mio concepire la vita. Ogni petalo accompagnava ogni spina in una danza tra il dolce e il salato, imparata ricevendo informazioni errate. Avevo messo anche un pomello d’oro alla porta socchiusa ed il tappeto rosso srotolato e sempre pulito che servivano ad accogliere solennemente ogni situazione che potesse innescare il mio bisogno, ed immancabilmente, ogni giorno, quella porta veniva spalancata e varcata. Nella mia valle incantata, il cibo non mancava mai, ero un fantastico agricoltore e non temevo le ire del tempo, seminavo e raccoglievo i frutti che andavano ad imbandire la mia tavola……
venerdì 12 agosto 2011
AMOR MIO
Amor mio,
tra le tue braccia,
vivo,
mi cibo,
respiro.
Amor mio,
dentro i tuoi occhi,
il mio sguardo è rapito,
incantato,
ammaliato.
Amor mio,
sfiorandoti,
assaporo il divino,
tu,
dolce nettare sublime.
tra le tue braccia,
vivo,
mi cibo,
respiro.
Amor mio,
dentro i tuoi occhi,
il mio sguardo è rapito,
incantato,
ammaliato.
Amor mio,
sfiorandoti,
assaporo il divino,
tu,
dolce nettare sublime.
martedì 2 agosto 2011
TU ALL'IMPROVVISO
Alla deriva,
senza l’illusione di una rotta,
lo sguardo invaso d’orizzonte,
senza più il bisogno di quegli effimeri ormeggi,
catene legate all’ancora,
come paure alle certezze.
Alla deriva,
navigando nel qui ed ora,
lo sguardo colmo di curiosità,
con l’esigenza di non opporre resistenza,
vele spalancate al vento,
come braccia aggrappate alla vita.
Alla deriva
respirando ogni tuo respiro.
senza l’illusione di una rotta,
lo sguardo invaso d’orizzonte,
senza più il bisogno di quegli effimeri ormeggi,
catene legate all’ancora,
come paure alle certezze.
Alla deriva,
navigando nel qui ed ora,
lo sguardo colmo di curiosità,
con l’esigenza di non opporre resistenza,
vele spalancate al vento,
come braccia aggrappate alla vita.
Alla deriva
respirando ogni tuo respiro.
venerdì 8 luglio 2011
CONFESSO
Quell’atto di pura follia, scaturito dal pensiero che il tutto sia possibile, e quindi dato per certo perché esistente e vivo nella mia immaginazione, mi ha dato l’opportunità di sperimentare l’infinita possibilità umana. Nell’attimo in cui presi coscienza dell’accaduto, rimasi stupito, tanto quanto i presenti che da testimoni , ne divulgarono l’azione. Nello stupore, il mio sguardo oltrepassò l’orizzonte andando ad abbracciare l’infinito e lasciandomi l’estasi disegnata sul volto che i presenti scambiarono per divina apparizione. L’eco generato, nel riportare la notizia, arrivò alle orecchie di genti lontane creandomi una certa notorietà, che sicuramente ha giovato alle mie ricerche, avendo aiuti da persone di ogni ceto e rango, ma è stata anche una condanna che ha attratto a me malignità e odio . Devo ammetterlo, l’errore è stato di non concedere il privilegio della sapienza, a chi come me, ne avrebbe avuta la possibilità, se solo avesse lasciato la logica alle menti matematiche e avesse abbracciato l’irrazionale intrinseco a ogni essere, ma è anche vero che non erano pronti ad apprendere una tale informazione. Avrei dovuto, se solo ne avessi avuta la forza, provare almeno a spiegare, rinunciare all’ego e a ogni forma di proprietà, ma la natura umana, mi ha sopraffatto lasciandomi il silenzio tra le labbra e lasciando che quel silenzio innescasse l’eco della mezza verità. Confesso, credo, che camminare sull’acqua, sia stata una magnifica esperienza.
venerdì 6 maggio 2011
CUSTODE ERRANTE
Le inquietudini
Sovrastano le paure
E i respiri si fanno di ghiaccio
Mentre cammino verso il tramonto.
La vista muta l’abitudine
Abbandonando i colori al giorno che muore
Si concede ai bagliori oscuri della notte.
Un’altra pagina girata e la storia prosegue.
Scale di grigi
Mischiandosi
Creano sfumature nelle ombre
E così gli incubi
Si disegnano sui muri
Mostrandosi nudi al mio sguardo .
Gli concedo il privilegio di accompagnarmi.
camminare in mia compagnia
Non è difficile come un tempo.
E così il respiro si scalda nuovamente
Mentre l’alba rasserena l’inquietudine
Io
custode del sapere
Confesso al nuovo sole
i segreti della notte .
Sovrastano le paure
E i respiri si fanno di ghiaccio
Mentre cammino verso il tramonto.
La vista muta l’abitudine
Abbandonando i colori al giorno che muore
Si concede ai bagliori oscuri della notte.
Un’altra pagina girata e la storia prosegue.
Scale di grigi
Mischiandosi
Creano sfumature nelle ombre
E così gli incubi
Si disegnano sui muri
Mostrandosi nudi al mio sguardo .
Gli concedo il privilegio di accompagnarmi.
camminare in mia compagnia
Non è difficile come un tempo.
E così il respiro si scalda nuovamente
Mentre l’alba rasserena l’inquietudine
Io
custode del sapere
Confesso al nuovo sole
i segreti della notte .
martedì 3 maggio 2011
MANI TESE
Nord, sud, ovest, est
Differenze sommabili appaiono
ai miei occhi che osservano
un’umanità cannibale
sopravvivere sottraendosi.
Imbarazzanti giustificazioni
decantate come
declamazioni divine
tra rumori di bombe
e pianti infantili
invadono il mio sentire.
Un unico comandamento
giudico il tuo essere
per salvare il mio avere
combatto la tua essenza
per la pace del mio spicchio
Nord, sud, ovest, est
Madre terra
neutrale
affonda il suo sdegno
Risvegliando i suoi ospiti
Dal’ onnipotenza carnivora
Non c’è mezzo, invenzione,
geniale creazione
che possa trattenere il suo insegnamento
Quindi
perché accanirsi fra di noi ?
Nord Sud Ovest Est
Pace
Nord, sud, ovest est
Rispetto
Oggi per domani.
Unica famiglia umana
Differenze sommabili appaiono
ai miei occhi che osservano
un’umanità cannibale
sopravvivere sottraendosi.
Imbarazzanti giustificazioni
decantate come
declamazioni divine
tra rumori di bombe
e pianti infantili
invadono il mio sentire.
Un unico comandamento
giudico il tuo essere
per salvare il mio avere
combatto la tua essenza
per la pace del mio spicchio
Nord, sud, ovest, est
Madre terra
neutrale
affonda il suo sdegno
Risvegliando i suoi ospiti
Dal’ onnipotenza carnivora
Non c’è mezzo, invenzione,
geniale creazione
che possa trattenere il suo insegnamento
Quindi
perché accanirsi fra di noi ?
Nord Sud Ovest Est
Pace
Nord, sud, ovest est
Rispetto
Oggi per domani.
Unica famiglia umana
MANI TESE
Nord, sud, ovest, est
Differenze sommabili appaiono
ai miei occhi che osservano
un’umanità cannibale
sopravvivere sottraendosi.
Imbarazzanti giustificazioni
decantate come
declamazioni divine
tra rumori di bombe
e pianti infantili
invadono il mio sentire.
Un unico comandamento
giudico il tuo essere
per salvare il mio avere
combatto la tua essenza
per la pace del mio spicchio
Nord, sud, ovest, est
Madre terra
neutrale
affonda il suo sdegno
Risvegliando i suoi ospiti
Dal’ onnipotenza carnivora
Non c’è mezzo, invenzione,
geniale creazione
che possa trattenere il suo insegnamento
Quindi
perché accanirsi fra di noi ?
Nord Sud Ovest Est
Pace
Nord, sud, ovest est
Rispetto
Oggi per domani.
Unica famiglia umana
Differenze sommabili appaiono
ai miei occhi che osservano
un’umanità cannibale
sopravvivere sottraendosi.
Imbarazzanti giustificazioni
decantate come
declamazioni divine
tra rumori di bombe
e pianti infantili
invadono il mio sentire.
Un unico comandamento
giudico il tuo essere
per salvare il mio avere
combatto la tua essenza
per la pace del mio spicchio
Nord, sud, ovest, est
Madre terra
neutrale
affonda il suo sdegno
Risvegliando i suoi ospiti
Dal’ onnipotenza carnivora
Non c’è mezzo, invenzione,
geniale creazione
che possa trattenere il suo insegnamento
Quindi
perché accanirsi fra di noi ?
Nord Sud Ovest Est
Pace
Nord, sud, ovest est
Rispetto
Oggi per domani.
Unica famiglia umana
giovedì 28 aprile 2011
SMARRITO E LUCIDO
La prima volta che ho sentito il respiro invadere i polmoni, avevo 6 anni, le orecchie erano assordate dai rimbombi di tutte le voci che si mischiavano in quella palestra, ed i miei occhi erano incollati alla mia futura passione. Non che fino ad allora non avessi mai respirato, in sei anni, tra risa, pianti e sogni raccontati, ne avevo consumato di ossigeno, ma fu quella volta che mi accorsi del tragitto che l’aria compie dentro di me per arrivare a riempire le spugne e concedermi il privilegio di vivere.
Era il primo giorno di scuola ed il mio desiderio era di fronte a me. Il mio primo desiderio, non di quelli che sogni per natale, incartati ed infiocchettati che giacciono sotto l’albero in attesa della mezzanotte. Questo era di più, era il sogno di condividere i miei più preziosi e gelosi giochi, era la metà mai avuta nelle mie fanciullesche solitudini passate con gli amici a giocare a biglie o a nascondino.
Capì immediatamente che tutte le mie certezze, se di certezze si può parlare a sei anni, erano crollate miseramente nell’istante in cui la vidi, ed insieme a loro crollarono le mie ginocchia che incominciarono a tremare timidamente. Troppe emozioni, fino ad allora a me sconosciute, arrivarono a presentarmi il conto della vita. Conobbi in un solo istante l’amore, la timidezza, l’incertezza, ed altre emozioni che in questo momento non so dividere da quell’uragano che mi travolse.
Disagio, ecco la parola giusta che può racchiudere quel fotogramma. Mai fino ad allora mi sentì a disagio con me stesso e con il mondo. Tutto, adesso, prendeva una nuova forma ed un nuovo peso, ed io non ero ancora pronto per affrontare quel cambiamento esistenziale, che mi faceva mettere il tutto, compreso il mio egoismo, in secondo piano. Adesso c’era lei e la situazione mi piaceva più dello zucchero filato.
Era il primo giorno di scuola ed il mio desiderio era di fronte a me. Il mio primo desiderio, non di quelli che sogni per natale, incartati ed infiocchettati che giacciono sotto l’albero in attesa della mezzanotte. Questo era di più, era il sogno di condividere i miei più preziosi e gelosi giochi, era la metà mai avuta nelle mie fanciullesche solitudini passate con gli amici a giocare a biglie o a nascondino.
Capì immediatamente che tutte le mie certezze, se di certezze si può parlare a sei anni, erano crollate miseramente nell’istante in cui la vidi, ed insieme a loro crollarono le mie ginocchia che incominciarono a tremare timidamente. Troppe emozioni, fino ad allora a me sconosciute, arrivarono a presentarmi il conto della vita. Conobbi in un solo istante l’amore, la timidezza, l’incertezza, ed altre emozioni che in questo momento non so dividere da quell’uragano che mi travolse.
Disagio, ecco la parola giusta che può racchiudere quel fotogramma. Mai fino ad allora mi sentì a disagio con me stesso e con il mondo. Tutto, adesso, prendeva una nuova forma ed un nuovo peso, ed io non ero ancora pronto per affrontare quel cambiamento esistenziale, che mi faceva mettere il tutto, compreso il mio egoismo, in secondo piano. Adesso c’era lei e la situazione mi piaceva più dello zucchero filato.
giovedì 21 aprile 2011
IL TERZO GIORNO
Copro il sole con la rete, fili freschi sul mio viso, miscelazione di luce ed oscurità, confonde il mio sguardo, colori sovrapposti, disegnano l’illusione di vedere il lucido e l’opaco in me.
Mi scontro ora, con i re magi, non voglio camminare, per poi arrivare a quello che non c’è .
Rinchiudo il vento, nel mio mantello, il suono che nasce, da spazio ai miei ricordi, che tornano a rivivere, odori, gusti, attimi, eterni, si sdraiano sulla tela, in un dipinto incorniciato in me.
Mi scontro ancora, con i re magi, non voglio camminare, per poi arrivare a quello che non c’è.
Mi libero nel’ acqua, lasciandomi ondeggiare, dalla corrente, mi lascio trasportare, così il sole, libero dalla rete, il vento, lo lascio respirare, trovandomi a quattr’occhi, sorrido a quel che è.
E cammina sulle acque, mentre faccio il morto a galla,sentendo dentro, il sole caldo illuminarmi , il vento, ossigenare i miei polmoni, acqua, scendere nella gola, a dissetare l’anima al suo risveglio.
Adesso, mi trovo a camminare, rincontro i re magi, smarriti ormai da tempo, mi chiedono un’ aiuto, ed io rispondo, su quel che è, e non è.
Mi scontro ora, con i re magi, non voglio camminare, per poi arrivare a quello che non c’è .
Rinchiudo il vento, nel mio mantello, il suono che nasce, da spazio ai miei ricordi, che tornano a rivivere, odori, gusti, attimi, eterni, si sdraiano sulla tela, in un dipinto incorniciato in me.
Mi scontro ancora, con i re magi, non voglio camminare, per poi arrivare a quello che non c’è.
Mi libero nel’ acqua, lasciandomi ondeggiare, dalla corrente, mi lascio trasportare, così il sole, libero dalla rete, il vento, lo lascio respirare, trovandomi a quattr’occhi, sorrido a quel che è.
E cammina sulle acque, mentre faccio il morto a galla,sentendo dentro, il sole caldo illuminarmi , il vento, ossigenare i miei polmoni, acqua, scendere nella gola, a dissetare l’anima al suo risveglio.
Adesso, mi trovo a camminare, rincontro i re magi, smarriti ormai da tempo, mi chiedono un’ aiuto, ed io rispondo, su quel che è, e non è.
mercoledì 6 aprile 2011
UOMO ( 20 Maggio 2008 )
Devi stare in equilibrio, non devi pensare ad altro,
mi diceva,
guarda dritto avanti a te
un passo e poi l'altro uno due senza fermarti,
ed io,
teso su quell' asse da ponteggio mobile
che ondeggiava come le campane la domenica mattina.
Si un po' meno di come l'ho descritto
anche perché sarebbe stato come il mare in burrasca.
Tu l'hai mai visto il mare in burrasca ?
Hai mai provato a sopportare le onde che ti prendono all'improvviso ?
Che ti entrano dentro nello stomaco schiacciandoti l'interno
Ed allo stesso tempo
ti rendono leggero come una piuma
prima di ributtarti giù contro il pavimento di quella zattera
che ti porta verso il futuro.
Già non sai neanche di cosa sto parlando !!!!
....e come potresti,
tu che hai avuto la fortuna
di nascere dalla parte giusta del mondo
con la pelle del colore giusto.
Devi stare in equilibrio ,
accontentati di quello che ti do
mi diceva
come se le gocce di sudore
che mi scendevano dalla fronte
fossero una mia mania di protagonismo ,
come se quel pezzo di pane e brodaglia calda della sera
fossero dei dolci che mi donava in segno di benevolenza ,
di amor di cuore suo.
Devi stare in equilibrio
continuava a ripetermi
già ma come puoi stare in equilibrio
quando lavori dalla mattina alla sera con la paura di essere preso ,
con il timore di farti del male
perché
il tuo posto di lavoro è un cantiere di anime disperate come te
senza norme di sicurezza
come ai tempi dei miei antenati
quando da schiavi alzavano le Piramidi.
Come puoi stare in equilibrio
e adesso parlo di quello mentale
quando dopo una giornata di lavoro
ritorni a casa
a piedi, sporco di calce e di polvere
che schiariscono la tua pelle
e vieni mitragliato dagli sguardi della gente
che ti fissa sul marciapiede incrociandoti e giudicandoti
senza neanche il coraggio di esprimersi ,
muti ma pensanti .
Sarà stata la fame, la stanchezza il carico eccessivo sulla mia schiena
oppure il continuar a sentire la sua voce minacciosa che mi continuava a ripetere
DEVI STARE IN EQUILIBRIO
non so dare una spiegazione ma sta di fatto che l'ho perso,
è stato un' attimo
e me lo sono sentito scappare l'Equilibrio
e tutto quello che portavo sulla schiena.
Giù lo vedevo precipitare il tubo
ed io in un istinto si sopravvivenza
sono riuscito ad aggrapparmi a quel ponteggio
proprio nell'attimo in cui
il tubo uccideva il mio compagno di sventura.
Bastardo !
mi ha strappato dai miei affetti con la promessa di un futuro
mi hai levato dalla mia terra
arida si arida ma comunque mia
con la promessa che avrei avuto la possibilità di potermi permettere un pozzo al mio ritorno,
che con i soldi guadagnati
dopo avere pagato il debito
sarei potuto ritornare ed avrei potuto irrigare la mia terra
per poter vedere crescere la vita fatta di frutta e verdura
ed avrei donato il sorriso ai miei figli seduti intorno alla tavola imbandita.
i perché dalla parte sbagliata del mondo
il sorriso di un bambino è un piatto pieno da mangiare .
La parte giusta e la parte sbagliata cos'è giusto e cos'è sbagliato ?
Si tu hai la pelle chiara ed io un po' più scura
per dirla giusta,
a detta tua
tu sei l'Uomo Bianco ed io il Negro .
Non è tanto la parola Negro che mi da fastidio
ma la mancanza di Uomo davanti a quell' offesa,
Negro come una razza animale da lavoro, i cavalli, i somari, i buoi ed i Negri
Ma io sono un uomo ,sono anche una persona
sono quello che ha ucciso un suo simile
solo per una mancanza d'equilibrio
Devi stare in equilibrio
mi diceva,
guarda dritto avanti a te
un passo e poi l'altro uno due senza fermarti,
ed io,
teso su quell' asse da ponteggio mobile
che ondeggiava come le campane la domenica mattina.
Si un po' meno di come l'ho descritto
anche perché sarebbe stato come il mare in burrasca.
Tu l'hai mai visto il mare in burrasca ?
Hai mai provato a sopportare le onde che ti prendono all'improvviso ?
Che ti entrano dentro nello stomaco schiacciandoti l'interno
Ed allo stesso tempo
ti rendono leggero come una piuma
prima di ributtarti giù contro il pavimento di quella zattera
che ti porta verso il futuro.
Già non sai neanche di cosa sto parlando !!!!
....e come potresti,
tu che hai avuto la fortuna
di nascere dalla parte giusta del mondo
con la pelle del colore giusto.
Devi stare in equilibrio ,
accontentati di quello che ti do
mi diceva
come se le gocce di sudore
che mi scendevano dalla fronte
fossero una mia mania di protagonismo ,
come se quel pezzo di pane e brodaglia calda della sera
fossero dei dolci che mi donava in segno di benevolenza ,
di amor di cuore suo.
Devi stare in equilibrio
continuava a ripetermi
già ma come puoi stare in equilibrio
quando lavori dalla mattina alla sera con la paura di essere preso ,
con il timore di farti del male
perché
il tuo posto di lavoro è un cantiere di anime disperate come te
senza norme di sicurezza
come ai tempi dei miei antenati
quando da schiavi alzavano le Piramidi.
Come puoi stare in equilibrio
e adesso parlo di quello mentale
quando dopo una giornata di lavoro
ritorni a casa
a piedi, sporco di calce e di polvere
che schiariscono la tua pelle
e vieni mitragliato dagli sguardi della gente
che ti fissa sul marciapiede incrociandoti e giudicandoti
senza neanche il coraggio di esprimersi ,
muti ma pensanti .
Sarà stata la fame, la stanchezza il carico eccessivo sulla mia schiena
oppure il continuar a sentire la sua voce minacciosa che mi continuava a ripetere
DEVI STARE IN EQUILIBRIO
non so dare una spiegazione ma sta di fatto che l'ho perso,
è stato un' attimo
e me lo sono sentito scappare l'Equilibrio
e tutto quello che portavo sulla schiena.
Giù lo vedevo precipitare il tubo
ed io in un istinto si sopravvivenza
sono riuscito ad aggrapparmi a quel ponteggio
proprio nell'attimo in cui
il tubo uccideva il mio compagno di sventura.
Bastardo !
mi ha strappato dai miei affetti con la promessa di un futuro
mi hai levato dalla mia terra
arida si arida ma comunque mia
con la promessa che avrei avuto la possibilità di potermi permettere un pozzo al mio ritorno,
che con i soldi guadagnati
dopo avere pagato il debito
sarei potuto ritornare ed avrei potuto irrigare la mia terra
per poter vedere crescere la vita fatta di frutta e verdura
ed avrei donato il sorriso ai miei figli seduti intorno alla tavola imbandita.
i perché dalla parte sbagliata del mondo
il sorriso di un bambino è un piatto pieno da mangiare .
La parte giusta e la parte sbagliata cos'è giusto e cos'è sbagliato ?
Si tu hai la pelle chiara ed io un po' più scura
per dirla giusta,
a detta tua
tu sei l'Uomo Bianco ed io il Negro .
Non è tanto la parola Negro che mi da fastidio
ma la mancanza di Uomo davanti a quell' offesa,
Negro come una razza animale da lavoro, i cavalli, i somari, i buoi ed i Negri
Ma io sono un uomo ,sono anche una persona
sono quello che ha ucciso un suo simile
solo per una mancanza d'equilibrio
Devi stare in equilibrio
giovedì 24 febbraio 2011
QUEL CHE I MIEI OCCHI VEDONO
Io penso che la differenza fondamentale che c'è, tra il mondo occidentale ed il mondo arabo, sia la convivenza con le proprie credenze e responsabilità.
Il mondo Occidentale prega il proprio Dio per la realizzazione dei propri desideri terreni e delega le proprie responsabilità ad un'ideologia che abbraccia una bandiera. Si divide, ognuno con la propria religione ed ognuno con IL proprio simbolo di appartenenza. Tutto questo nella storia occidentale ha sempre prodotto rivoluzioni sanguinarie di popolo che, arrivato agli estremi per la mancata realizzazione delle proprie aspettative, si è sempre ribellato bestemmiando il proprio Dio ed attaccando i propri governanti in piazze che sono sempre state campi di guerriglia.
Con la caduta del muro, avvenuta pacificamente e festosamente, è incominciato il crollo di queste credenze limitanti, sono crollate le paure e quindi è iniziato il cammino del pensiero libero.
Il mondo Arabo, prega il suo unico Dio per il benessere futuro senza mai bestemmiarlo ma si è sempre sottomesso al comando del regnante o del dittatore del momento senza attaccarsi a nessuna ideologia o bandiera ma dividendosi in clan e tribù.
Oggi siamo ad una svolta molto importante per l'umanità ed è il cambio nel modo di agire che il mondo arabo sta mettendo in atto.
Mi fa piacere riscontrare che tutte le esperienze negative che ha prodotto il popolo Occidentale siano state elaborate ed utilizzate in maniera positiva e produttiva dal popolo Arabo.
A differenza dell'occidente, la rivoluzione Egiziana è stata una richiesta esaudita da una mobilitazione pacifica e statica. Si sono seduti, hanno fatto una richiesta dettata dal desiderio di libertà . Certo che ci sono stati attimi di scontri ma questi sono stati voluti dal dittatore democratico e non dal popolo che dopo essersi solo difeso non ha contrattaccato ma si è riseduto fino a quando i vertici si sono dovuti adattare alla base.
Per la prima volta, il popolo Arabo, si è mobilitato senza l'aiuto ed il bisogno del libro sacro, neanche il fondamentalismo è riuscito ad istigare la piazza ed a differenza degli occidentali, ha riposto con rispetto la credenza nel cassetto ed ha iniziato un nuovo cammino che ha risvegliato le coscienze dei propri fratelli sottomessi da altri regimi.
Finalmente siamo all'inizio di una nuova era che si incammina senza paure e blocchi.
Il mondo Occidentale prega il proprio Dio per la realizzazione dei propri desideri terreni e delega le proprie responsabilità ad un'ideologia che abbraccia una bandiera. Si divide, ognuno con la propria religione ed ognuno con IL proprio simbolo di appartenenza. Tutto questo nella storia occidentale ha sempre prodotto rivoluzioni sanguinarie di popolo che, arrivato agli estremi per la mancata realizzazione delle proprie aspettative, si è sempre ribellato bestemmiando il proprio Dio ed attaccando i propri governanti in piazze che sono sempre state campi di guerriglia.
Con la caduta del muro, avvenuta pacificamente e festosamente, è incominciato il crollo di queste credenze limitanti, sono crollate le paure e quindi è iniziato il cammino del pensiero libero.
Il mondo Arabo, prega il suo unico Dio per il benessere futuro senza mai bestemmiarlo ma si è sempre sottomesso al comando del regnante o del dittatore del momento senza attaccarsi a nessuna ideologia o bandiera ma dividendosi in clan e tribù.
Oggi siamo ad una svolta molto importante per l'umanità ed è il cambio nel modo di agire che il mondo arabo sta mettendo in atto.
Mi fa piacere riscontrare che tutte le esperienze negative che ha prodotto il popolo Occidentale siano state elaborate ed utilizzate in maniera positiva e produttiva dal popolo Arabo.
A differenza dell'occidente, la rivoluzione Egiziana è stata una richiesta esaudita da una mobilitazione pacifica e statica. Si sono seduti, hanno fatto una richiesta dettata dal desiderio di libertà . Certo che ci sono stati attimi di scontri ma questi sono stati voluti dal dittatore democratico e non dal popolo che dopo essersi solo difeso non ha contrattaccato ma si è riseduto fino a quando i vertici si sono dovuti adattare alla base.
Per la prima volta, il popolo Arabo, si è mobilitato senza l'aiuto ed il bisogno del libro sacro, neanche il fondamentalismo è riuscito ad istigare la piazza ed a differenza degli occidentali, ha riposto con rispetto la credenza nel cassetto ed ha iniziato un nuovo cammino che ha risvegliato le coscienze dei propri fratelli sottomessi da altri regimi.
Finalmente siamo all'inizio di una nuova era che si incammina senza paure e blocchi.
giovedì 27 gennaio 2011
Sono ipocrita
Io penso che la mente libera non possiede bandiere e confini,
penso che la mente libera ha idee e non è posseduta da ideali,
che conosce la paura ma non si fa dominare da essa
perchè la paura,
qualsiasi paura sia,
genera solo divisioni e chiusure e dove ci sono divisioni e chiusure
non c'è progresso umano.
Oggi è il giorno della memoria,
il momento del ricordo
mi chiedo a cosa serva ricordare uno sterminio
se non agisco per far cessare quelli attuali.
sono un'ipocrita,
ecco quello che sono
sono solo un bla bla bla .................
Il CIARLATANO
che non conosce la vergogna
penso che la mente libera ha idee e non è posseduta da ideali,
che conosce la paura ma non si fa dominare da essa
perchè la paura,
qualsiasi paura sia,
genera solo divisioni e chiusure e dove ci sono divisioni e chiusure
non c'è progresso umano.
Oggi è il giorno della memoria,
il momento del ricordo
mi chiedo a cosa serva ricordare uno sterminio
se non agisco per far cessare quelli attuali.
sono un'ipocrita,
ecco quello che sono
sono solo un bla bla bla .................
Il CIARLATANO
che non conosce la vergogna
giovedì 30 dicembre 2010
SBALORDITO
Sei stata brava a confondermi, cambiare il senso di ogni cosa, ci sei riuscita, complimenti, a rivoltare le miei certezze, a cancellare in un attimo il mondo, tutto il mio sapere rimesso in discussione. Il tempo di uno sbattito di ciglia, e non sono più.
Nuove sfumature si sono sovrapposte, tonalità a me sconosciute hanno creato l'abisso, infiniti sono ora i dubbi, piacevoli le ricerche.
Grazie, mente mia che hai deciso di mentirmi spezzando le catene, liberandomi all'ignoto tutto da scoprire, grazie.
Nuove sfumature si sono sovrapposte, tonalità a me sconosciute hanno creato l'abisso, infiniti sono ora i dubbi, piacevoli le ricerche.
Grazie, mente mia che hai deciso di mentirmi spezzando le catene, liberandomi all'ignoto tutto da scoprire, grazie.
A TE
Stella,
splendi nella notte,
illuminarmi il cammino è il tuo destino,
cercar di afferarti il mio martirio,
sognarti è il mio cibo
amarti è la vita.
splendi nella notte,
illuminarmi il cammino è il tuo destino,
cercar di afferarti il mio martirio,
sognarti è il mio cibo
amarti è la vita.
sabato 18 dicembre 2010
CAMMINO
In me mago agere,
fare agire il mago che è in me,
il mio potere dell'immaginazione,
ecco cos'è !
l'inizio delle mie creazioni,
nascono, vivono, in me diventano forma !
Come mani che modellano creta, la mia mente plasma il pensiero ,
il mio sguardo si illumina nell'osservare all'infinito,
nessun ostacolo, nessun limite.
Nulla può contro.
Niente mi manca !
Mi scontro con il mio IO supremo,
mi inginocchia !
La presunzione, l'orgoglio,
rendono tutto impossibile,
così quel che credevo luce,
si rivela per quel che è,
buio offuscante.
Il sogno muore nell'incubo.
La bramosia di fama,
non sfama.
È l'uomo che ha bisogno dell'arte, non il suo contrario.
Addomesticare l'ego,
tramutare il giudizio in strumento utile di crescita,
rendermi umile,
ecco cos'è l'inizio del dono.
Nasce, vive, solo emozione !
Come un contadino al servizio del raccolto, ora, servo.
Lo sguardo si illumina vivendo il brivido,
tutto è libero, tutto in evoluzione,
cammino verso essere …........
fare agire il mago che è in me,
il mio potere dell'immaginazione,
ecco cos'è !
l'inizio delle mie creazioni,
nascono, vivono, in me diventano forma !
Come mani che modellano creta, la mia mente plasma il pensiero ,
il mio sguardo si illumina nell'osservare all'infinito,
nessun ostacolo, nessun limite.
Nulla può contro.
Niente mi manca !
Mi scontro con il mio IO supremo,
mi inginocchia !
La presunzione, l'orgoglio,
rendono tutto impossibile,
così quel che credevo luce,
si rivela per quel che è,
buio offuscante.
Il sogno muore nell'incubo.
La bramosia di fama,
non sfama.
È l'uomo che ha bisogno dell'arte, non il suo contrario.
Addomesticare l'ego,
tramutare il giudizio in strumento utile di crescita,
rendermi umile,
ecco cos'è l'inizio del dono.
Nasce, vive, solo emozione !
Come un contadino al servizio del raccolto, ora, servo.
Lo sguardo si illumina vivendo il brivido,
tutto è libero, tutto in evoluzione,
cammino verso essere …........
giovedì 16 dicembre 2010
GRAZIA
dopo il diavolo arriva l'angelo,
dopo l'angelo arriva il diavolo,
chissà,
chi dei due è chissà.
Ama gli anni che hai,
falli brillare,
negli anni che hai.
il diavolo e l'angelo
si unirono
in un unica entità vitale,
senza svelare,
chissà chi, era chissà.
dopo l'angelo arriva il diavolo,
chissà,
chi dei due è chissà.
Ama gli anni che hai,
falli brillare,
negli anni che hai.
il diavolo e l'angelo
si unirono
in un unica entità vitale,
senza svelare,
chissà chi, era chissà.
venerdì 12 novembre 2010
GOCCIA
L'amicizia ed il tempo sono troppo preziosi ed unici per essere sprecati, vanno utilizzati in modo nobile. Non è la continuità abitudinale creata dal cammino di una strada comune che genera emozione ma la qualità dell'attimo vissuto realmente ed intensamente quando ci si incontra all'incrocio delle nostre strade differenti a rendere ricca la nostra esistenza, a dare valore alla nostra amicizia e a dare vita all'emozione del tempo condiviso.
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