giovedì 29 luglio 2010

PIACERE

Quando facevo immersioni ero curioso di scoprire cosa ci potesse essere a 300 mt di profondità ma quando arrivavo a 30 mt mi rendevo conto che quella curiosità poteva essere deleteria ed allora focalizzavo il mio tempo subacqueo alla ricerca di soddisfare altre curiosità più piacevoli abbandonando la curiosità iniziale.
Sono ancora curioso di sapere cosa ci possa essere a - 300 mt ma la felicità dell'esperienza dei - 30 vissuti e goduti è molto più appagante. :-)

mercoledì 12 maggio 2010

INFINITO

Eclettico come l'acqua, mi trasformo e mi adatto ad ogni esigenza per divertirmi a giocare la Vita

venerdì 30 aprile 2010

FAVOLA PER ADULTI INCOSCIENTI

C'erano una volta, tanto tempo fa, delle persone che vivevano sotto lo stesso cielo e sopra la stessa terra. Mangiavano, lavoravano, consumavano e usufruivano del territorio in maniera disordinata. Un giorno, si resero conto che senza un ordine, senza un'idea di gestione dei propri bisogni ed esigenze, senza una condivisione di priorità e doveri comuni, insomma, senza un'idea di futuro, il loro territorio sarebbe stato destinato ad esaurirsi in breve tempo. Quel giorno decisero che era arrivato il momento di sedersi in circolo per poter parlare e confrontare le proprie idee, per poter arrivare ad avere una risposta alla domanda che i loro figli gli facevano ogni giorno

- Papà, Mamma, domani cosa facciamo ? Cosa mangiamo, domani ….... domani …Mamma,Papà .... domani?-.

Sedute in circolo, la persone, in breve tempo, si resero conto che la linea curva che li aveva uniti facendoli sedere dubbiosi e speranzosi, parola dopo parola, subiva delle mutazioni dovute alle divergenze nella visione futura comune. All' inizio, pian piano in un brusio, poi bruscamente urlando, quella linea cambiò il suo corso.
Il cerchio divenne un' ellisse. chi tirava da una parte, chi dal' altra ed in breve tempo la linea curva smise di essere tale e si tramutò in una linea a zigzag. Già, a zigzag, perché tra chi tirava da una parte e chi tirava dal' altra, ci fu anche chi, non contento delle posizioni nate, cominciò a spingere, chi da una parte e chi dal' altra. Quella nuova linea, adesso, era diventata un unione di spigoli prendendo la sembianza di una stella, simile alla stella cometa ma senza coda.
Si sa che senza il lubrificante anche l'ingranaggio migliore è destinato ad usurarsi e quindi rompersi.
Stessa sorte ebbe presto anche la stella perché a furia di tirare e spingere, gli spigoli, stanchi di sopportare un tale stress, arrivarono a spezzarsi dividendo l' unica linea in tante linee più piccole e disunite.
Fu l'inizio del caos.
Le parole divennero insulti e le voci si tramutarono in urla.

I sorrisi dei bambini dov' erano finiti ? Ed i loro domani?

Tra le urla e gli insulti si fece breccia la rabbia che chiuse le menti pensanti riducendole a soli miseri istinti primordiali. Gli adulti, grazie alla rabbia, si erano dimenticati il motivo che li aveva fatti riunire in circolo, avevano dimenticato che quel cerchio , ormai distrutto, era nato per trovare un futuro comune per i loro figli.
Adesso , gli adulti, pensavano solo al loro presente, a come poter dominare le altre linee per alimentare il proprio Ego.

Dei bambini, del loro futuro, dei loro sorrisi ormai tramutati in visi tristi, dei loro vagiti, non interessava più a nessuno.

Tra tutte , una mente fu più arguta e veloce delle altre. Senza remore riuscì, con il carisma e l'inganno, ad avere la supremazia sul resto delle persone ormai allo sbando.
Sotto quel cielo e sopra quella terra, nessuno più urlava, la rabbia si trasformò in paura, l'Ego in ossequio e le voci divennero bisbigli ascoltate da orecchie tese al controllo.
Il silenzio divenne il suo Inno !
Fu l' inizio dell' ordine, il suo ordine !
Ogni sua esigenza divenne obbligo altrui, ogni suo vizio un desiderio da soddisfare senza giudizio e così a breve anche le persone cambiarono aspetto. Alcune camminavano sulle ginocchia con le mani giunte e le dita puntando il cielo, altre camminavano tenendo la fronte rivolta verso i loro piedi, avendo cura di tenere il mento contro il petto, evitando così di poter parlare e quindi divulgare il proprio pensiero. Chi stava meglio era chi utilizzava gli arti inferiori per la loro intera lunghezza. Aveva capito che se faceva appoggiare le cosce ed i polpacci a terra, utilizzando anche i gomiti e le mani per spostarsi, avrebbe avuto meno difficoltà a raggiungere le briciole che gli venivano lanciate . L'unico inconveniente erano i calli alle ginocchia ed ai gomiti ma a quelli ci si abituava subito e per la digestione bastava girarsi di schiena a pancia all' aria in attesa di qualche carezza da parte del lanciatore di briciole.
Si sa che senza il lubrificante anche l'ingranaggio migliore è destinato ad usurarsi e quindi rompersi.
Stessa sorte ebbe presto il lanciatore di briciole perché è vero che se abitui lo stomaco a mangiar poco, in breve tempo lui si adatta alla quantità di cibo lanciata ma è anche vero che lo stomaco non comanda il fegato. Si sa che il fegato rosica, rosicando si infiamma, le fiamme fanno urlare di dolore ed il dolore istiga le masse ! L' inno del silenzio fu stracciato e le persone ricominciavano a ritornare alla loro postura originale. Tutti in piedi a testa alta si appropriarono, con canti festanti, dell'intera forma di pane che il lanciatore di briciole teneva custodita nella sua reggia. Quando le persone videro i propri figli piangere, si accorsero della loro idiozia nell'aver loro negato il futuro. In segno di scuse presero il loro Ego, ne fecero un monumento con la faccia del lanciatore di briciole e lo misero al centro della piazza centrale del paese.

Quel giorno, quelle persone divennero una comunità, una famiglia allargata.

Ad ogni problema ci si sedeva in circolo nella piazza centrale con in mezzo il monumento ed in quel circolo tutte le persone avevano diritto a stare. Incominciarono a confrontare in maniera propositiva ogni loro idea e al primo accenno di egocentrismo di uno di loro, tutta la comunità, gli indicava il monumento facendogli capire che stava entrando in errore.
Da quel giorno, intere generazioni di bambini continuano a ridere e divertirsi sotto lo stesso cielo e sopra la stessa terra.

martedì 13 aprile 2010

DESTINO

Il destino non esiste, è solo la conseguenza di ogni decisione.
Non voglio e non posso credere che a questo mondo ci sia una regia prestabilita che decida ogni mia azione, che custodito da qualche parte ci sia un libro impolverato che nasconda al suo interno tutti i miei passi futuri come se questa vita fosse niente altro che una proiezione di un film in visione su qualche schermo per chissà quale entità che seduta in poltrona ride diabolicamente ad ogni mia disavventura ed invidiando ogni mio successo.
Certo che all'occorrenza è comodo avere un'alleato da tradire nel momento più opportuno, una splalla innocuoa che cammini al nostro fianco al quale puntare il dito nelle situazioni peggiori e dato che è pericoloso incolpare dei nostri fallimenti un' altro essere vivente perchè quest'altro potrebbe tranquillamente smascherarci producendo prove attendibili ed alibi inconfutabili che rivelano la sua innocenza, noi ci creiamo un fantomatico colpevole al quale diamo il nome Destino, il nostro complice migliore, il muto e fidato incassatore al quale releghiamo tutte le nostre sconfitte. Ingiudicabile perchè supremo ed inaffondabile come un salvagente in alto mare in mezzo alla tormenta, Lui si dona alle nostre esigenze tenendoci a galla e non facendoci affondare nel marasma dei nostri guai.

giovedì 8 aprile 2010

THE DARK SIDE OF THE PINK

( Ispirato dal film THE WALL )


Lo ricordo bene, quel silenzio che mi urlava dentro facendomi graffiare con lo sguardo chiunque si avvicinasse.L'odore d'ospedale, medicine e morte che si respirava, camminando per quelle corsie dall' intonaco cadente, è ancora vivo nelle mie narici. La sento ancora addosso quella sedia nel corridoio, il tremore che provavo quando gli rimanevo seduto nell'attesa che la porta si aprisse e che la voce mi chiamasse. Ogni volta la stessa attesa, la stessa porta, la stessa sedia sempre più consumata e lucida, ogni volta una voce diversa che pronunciava il mio nome. Ricordo che odiavo il suono del mio nome uscire dalla bocca di quei lupi, l'eco che si generava rimbalzando tra le pareti vuote di quella stanza e che usciva disperdendosi nel corridoi, odiavo il dovermi alzare per dirigermi verso di loro, verso l'interrogatorio. Li trovavo sempre seduti dietro quella scrivania subito dopo l'uscio, in pose differenti, con gli occhiali al collo oppure in mano facendo l'azione d'indossarli o di levarli, chi aveva tra le dita una penna facendola roteare, chi invece la usava per il suo utilizzo naturale scrivendo su fogli di carta che poi spostava nella parte destra della scrivania facendo un gesto sgraziato con il braccio appena Io entravo. Li ricordo bene quegli scarabocchi neri e blu camuffati da appunti su sfondo bianco che strisciavano sul legno coperti dal palmo aperto della mano curata che li accompagnava nervosamente al mio apparire. Infine, come potrei mai dimenticare quell'espressione dipinta sul volto che li accomunava. Burattini in camice bianco con lo stesso falso sorriso che per scappare dalla propria pazzia studiavano quella degli altri giudicandola e classificandola in cartelle deposte in schedari a prendere polvere sino alla prossima visita. Non sopportavo quelle intrusioni ostinate che osavano alla mia intimità mentale come non sopportavo loro, bestie che vantavano diplomi e lauree appesi alle pareti e che a me sembravano solo trofei di caccia comprati al mercato delle pulci.
Cosa ne sapevano loro, come potevano solamente immaginare cosa provavo, come mi sentivo, quando la mattina mi svegliavo per affrontare la guerra della vita ed il primo pensiero nell'alzarmi dal letto era solo l'attesa della sera per ritornare a nascondere le orecchie nel cuscino, fuggire nel rifugio del sonno, lontano da quei mattoni che incatenavano la mia libertà.

mercoledì 7 aprile 2010

FELICEMENTE RINCHIUSO

Il ticchettio continuo delle gocce sulle tegole alternato al rilascio del getto d'acqua incanalato nel vaso di scolo che dal tetto si dirige nel prato, il frustare del vento sulle persiane che si lamentano cigolando mentre ondeggiando creano l'intermittenza di luce sulla parete dove dimorano i quadri illuminati dal faro del viottolo che ti indica il cammino quando lo percorri ogni giorno per entrare ed uscire dal tuo nido, i quadri che ad ogni intermittenza ti svelano i tratti nascosti dell'artista che magicamente riaffiorano sfumando i contorni che non avevi mai notato e che Lui aveva studiato minuziosamente aggiungendo ogni pennellata solo per l' urgenza di quell'emozione che l'ha ispirato, ed infine la persona che ami che si avvolge al tuo corpo condividendo con te i brividi di freddo ed il calore generato dal dono della vita. Ecco alcune volte ringrazio il Sole di regalarmi tutto questo decidendo di nascondersi dietro le nuvole che accompagnano il diluvio.

mercoledì 31 marzo 2010

L'OLIMPO NON È PIÙ CASA MIA

Vivevo per la gran parte del mio tempo incazzato perchè pensavo in maniera non sana.
Ogni volta che dovevo affrontare un problema o decidere cosa fare in una determinata situazione, la prima cosa che facevo era analizzare tutte le possibilità negative che sarebbero potute succedere ed immancabilmente succedevano, sempre.
Ero incazzato anche perchè ero convinto di rendermi conto che la gente non capiva quello che dicevo, pensavo e volevo ed in più ero incazzato perchè mi faceva male il braccio, avevo il vizio di tenerlo sempre teso in avanti con l'indice ad indicare.Insomma mi sentivo un Dio, fino a quando, un giorno, mi sono ritrovato davanti ad uno specchio e quel dito me lo sono ritrovato contro.Adesso, tutte le mattine al risveglio, ringrazio quello specchio che mi ha aperto una nuova veduta creandomi un dubbio, ad essere sincero qualche mattina me ne dimentico , purtroppo e per fortuna sono umano ma faccio di tutto per rimediare.
Grazie a quel dubbio ho incominciato a chiedermi come mai la gente non mi capiva e da li a pensare che forse il problema ero Io, Io che non mi spiegavo in maniera adeguata e soddisfacentemente comprensibile .
Ho provato anche a cambiare atteggiamento verso il prossimo e mi sono accorto che il braccio poteva farmi meno male se incominciavo a non indicare più gli altri e che forse forse e ripeto forse, c'era la seria possibilità che Io non fossi l'eletto, il Dio perfetto e quindi ho smesso di incolpare il creato.
Creato poi da chi ? Anche questa è una mia vecchia certezza limitante che, grazie al processo innescato dallo specchio, si è tramutata in un nuovo meraviglioso dubbio .
Ho incominciato a guardarmi dentro, ad analizzare me stesso, a cercare solo quello che voglio e come posso fare per ottenerlo, sempre e comunque in rispetto del prossimo e valutando solo le possibiltà positive che possono avvenire facendo una determianta azione. Ti assicuro che non tutte ma almeno una possibiltà positiva si realizza, sempre.
È vero, ogni tanto mi incazzo ancora, lo ripeto purtoppo e per fortuna sono umano, però la mia esistenza è cambiata drasticamente in maniera positiva, alcune volte mi capita di inciampare ma mentre prima crollavo drasticamente in terra urlando contro il mondo, adesso il più delle volte non cado e se capita mi rialzo ridendo dei miei errori consapevole che grazie a loro posso ricominciare evitado di ricommetterli.
Stavo dimenticando l'indimenticabile, lo specchio si chiama Jacopo.

giovedì 25 marzo 2010

STASI

Con più testa e meno pancia, trovando la giusta distanza, ci si può stupire nel riscontrare l'esistenza di alcune cancellate a maglie larghe che ci tengono rinchiusi dandoci l'illusione della libertà .

sabato 20 marzo 2010

PIÙ IN LÀ

Piegato in avanti con le mani che mi imprigionano le ginocchia cerco di riprendere fiato rubando l'ossigeno al modo. Sorrido ai miei occhi specchiandomi in una goccia di sudore scappata dalla fronte e caduta su quel trifoglio che gode della mia ombra. Riempio i polmoni dal naso i battiti del cuore si placano e riparto correndo verso quel puntino lontano che rimane sempre alla stessa distanza ma io non mi arrendo perchè sono curioso di scoprire cosa c'è più in là oltre la fatica.

venerdì 5 febbraio 2010

DOLCE LACRIMA MATTUTINA

Smuovo curioso cercando tra i miei oblii abbandonati da troppo tempo con il bisogno di trovare.Così il respiro si fa vivo complice ossigeno non più fuggitivo come passante nevrotico ma residente ed artefice del brivido che s'innesca libero.Mi sorprende ritrovare quelle sfumature nascoste sotto pennellate di vita coperte da un velo giallo e rosso che celano il porpora.Mi sorprende l'inaspettata dolcezza di quel color prugna un tempo amaro e freddo oggi vitale e caldo come l' abbraccio materno.Lo indosso proseguo lungo il cammino ancora in sua compagnia dopo averlo abbandonato tra le lacrime di quell'ultimo saluto.

martedì 26 gennaio 2010

MADDDOG

Camminando la stretta via
assaporo il silenzio
che mi guida verso la luce
mentre il mio sguardo
viene rapito
dai graffi urlati
dipinti sul muro.
Oltrepasso la porta
che mi divide dal Mondo
ricordando la nascita
di quest' avventura.
Affamato di suoni
ed avido d'emozioni
libero in note
il bisogno vitale.

mercoledì 20 gennaio 2010

MELODIA

Appena al risveglio
riaffiora alla mente
quel mattino d'estate
vivo il ricordo
mi prende per mano
riportandomi indietro
in quel tempo passato
era un'agave in fiore
suonata dal vento
Scirocco caldo del Sud

giovedì 14 gennaio 2010

LIBERO

….,le ispirazioni arrivano da ogni parte basta semplicemente lasciare il canale aperto e collegarsi al flusso -
- il flusso ? Ma sai che non ti capisco ? Sembra quasi che tu arrivi da un altro pianeta -
- noooo vivo anch’io sulla Terra ho solo imparato a recepire le emozioni senza giudicarmi e giudicarle. Me le godo, le lascio libere di affiorare in superficie senza sopprimerle alla nascita ed è grazie a loro che mi giungono le ispirazioni per nuove storie . Sono riuscito a staccarmi dallo stereotipo del Uomo primitivo ,sempre con la clava in mano pronto a difendere il suo territorio con la mania di supremazia su ogni essere vivente che abbiamo incosciente scritto nel nostro DNA. Sono uscito dal baule che mi conservava ed ho imparato a vivermi l‘esistenza.Sono emozionalmente libero , libero di commuovermi davanti ad un tramonto , alla fine di un bel film , sull’ ultima pagina di un bel libro che mi ha rapito intere serate , libero di potermi spalmare sullo zigomo quella lacrima che mi accarezza la guancia frutto di un groppo in gola allo sbocciare di un fiore al sole . -
Alzai lo sguardo e la testa al cielo con le braccia aperte e lasciai che il vento invadesse le mie narici portandomi il sapore del mare ,poi feci un lungo respiro e mi girai e guardandolo negli occhi e sorridendo gli dissi .
- capisci cosa intendo quando dico libero ? -

sabato 9 gennaio 2010

NON LA FARÒ PIÙ CONTRO IL MURO

Siamo un MAGNIFICO Popolo, Noi Italiani !Siamo Schiavisti,Opportunisti,Razzisti,Classisti e quanti altri termini userei se non fossero censurabili perchè volgari ma basta un un articolo di giornale, voluto da qualche politico di entrambi gli schieramenti, per renderci lindi e solidali fra Noi !!! CHE VERGOGNA !!!!!!
Fra tanta schifezza d'Informazione PILOTATA ,Ieri, mi sono POSITIVAMENTE stupito!!! Si stupito perchè mai avrei immaginato di poter vedere su un canale Nazionale quel che ho visto.Ho visto un servizio del Tg2 e nel filmato mostravano queste baraccopoli tenute insieme con corde e nastro adesivo,con pareti di cartoni e sacchetti di celofan come tetto.Ho sentito le testimonianze di quelle persone che raccontavano della loro Vita che Io faccio fatica a considerare tale. Il termine più appropriato sarebbe SOPPRAVVIVENZA perchè 25 euro per una giornata di schiavitù lavorativa mi sembrano un insulto all' esistenza.
Pensare che la vitamina C che assumo giornalmente arrivi da braccia sfruttate mi fa sentir male ma sentire le voci dei miei connazionali urlare slogan razzisti che servono solo a coprire le mafie di qualche facoltoso personaggio Italiano mi fa PEGGIO!
Sia ben chiaro che condanno qualsiasi forma di violenza ma onestamente mi chiedo anche da che cosa è scaturita perchè ho paura a pensare a cosa farei Io in una situazione simile,Maltrattato,Insultato,Sfruttato e non dimentichiamoci sparato con fucili ad aria compressa per una fastidiosa ma innocua urinata contro un muro.
Vorrà dire che la prossima volta che la mia prostata mi imporrà l'emergenza,mi limiterò a farmela nei pantaloni almeno sarò sicuro di scatenare solo risate esilaranti tra le persone che assisteranno al mio bisogno.

giovedì 7 gennaio 2010

SE LA NATURA NON È CONSERVATRICE PERCHÈ DOVREI ESSERLO IO ?

La Vita è una continua Evoluzione,
nel corso degli anni la Natura ci cambia l'aspetto,
ci traslocca,
da germoglio a fiore ,
da fiore a frutto acerbo
per poi arrivare alla saporita maturità.

lunedì 4 gennaio 2010

CURIOSITÀ

Gli occhi come artigli che graffiano la mia intimità , affamati di ogni mio gesto seguono gli eventi che corrono sul mio corpo sdraiato in riposo. Me li sento addosso, opprimenti come lo sguardo di un felino mentre studia la sua preda.

SE

Se fossi un seme
rinuncerei a nascere
opponendomi ad ogni goccia d'acqua
perchè non voglio radici
Se fossi l'attesa
aspetterei una lacrima d'amore
perchè la Vita
per come la concepisco Io
è anima e cuore
Se fossi il risveglio
farei vivere ogni mio sogno
per poterne gustare il sapore
e scoprirne l'incanto
se fossi la Libertà
sorriderei alla Vita
lasciandole il controllo
di ogni suo respiro
Ma sono
semplicemente Io
una persona come tante
che saltuariamente
apre il suo baule
per respirare aria fresca
e ridere di Se

ATTO DI RIBELLIONE

Che strana sensazione che mi lascia la pioggia, non proprio Lei ma il momento in cui smette.
In quell'attimo mi sento in standby, il corpo leggero, la mente che vaga nel vuoto senza esprimere nessun concetto. Semplicemente si riposa restando sveglia, attiva per lo stretto necessario. Io lo chiamo il vuoto tra le nuvole, quella sensazione di distacco dal corpo dove non senti freddo, non senti caldo, non hai la percezione del contatto con l'ambiente esterno che ti circonda. Lo sguardo è perso nel vuoto ed i tuoi occhi vedono tutto ma non associano la visione a nessuna conoscenza, lasciandoti indifferente ed allo stesso tempo soave, leggero.
Insomma stai li con quel sorriso nascosto che ti vela il volto e la gente che ti vede passando lo associa a tristezza o nostalgia ma non potrebbe minimamente immaginare in quale dimensione idilliaca sei, Tu chiuso in quel cartone.
Eccolo, finalmente è arrivato, sgomitando tra le nuvole si è fatto spazio, l'Arcobaleno a spezzato il suo guinzaglio ed è scappato dal Bianco liberandosi in ogni sua sfumatura di ogni suo colore. Anche il Nero della notte si è inchinato al suo splendore ritardando il Tramonto per lasciarmelo ammirare. Mi stupisco ogni volta che mi capita di vederlo, l'Arcobaleno intendo, oh quanto mi meraviglia la natura per quanto è fragile ed allo stesso tempo così potente in ogni suo atto di ribellione.
Ribellione, Io è da tempo che mi sono ribellato, ribellione per me è starmene tranquillo nel mio vuoto tra le nuvole mentre il mondo freneticamente gira.

MI NASCE ALL'IMPROVVISO

Le emozioni sono profumi che il soffio del momento dissolve in un'attimo ed è proprio in quell'attimo che arrivo Io a gustarne l'essenza.

IL MIO SEGRETO

Predisporsi per creare,ricercare un'angolo nello spazio curvo che possa liberare la fantasia,ecco quello che faccio quando inizio il viaggio della scoperta.Fisso un punto immaginario davanti all'orizzonte,l'oltre dopo il fuoco dello sguardo e così appare magicamente l'ignoto.A volte è una luce,un colore,un gabbiano che vola oppure è una semplice lettera dell'alfabeto e da quelle visioni partono i miei viaggi mentali che traduco in racconti.