giovedì 24 febbraio 2011

QUEL CHE I MIEI OCCHI VEDONO

Io penso che la differenza fondamentale che c'è, tra il mondo occidentale ed il mondo arabo, sia la convivenza con le proprie credenze e responsabilità.
Il mondo Occidentale prega il proprio Dio per la realizzazione dei propri desideri terreni e delega le proprie responsabilità ad un'ideologia che abbraccia una bandiera. Si divide, ognuno con la propria religione ed ognuno con IL proprio simbolo di appartenenza. Tutto questo nella storia occidentale ha sempre prodotto rivoluzioni sanguinarie di popolo che, arrivato agli estremi per la mancata realizzazione delle proprie aspettative, si è sempre ribellato bestemmiando il proprio Dio ed attaccando i propri governanti in piazze che sono sempre state campi di guerriglia.
Con la caduta del muro, avvenuta pacificamente e festosamente, è incominciato il crollo di queste credenze limitanti, sono crollate le paure e quindi è iniziato il cammino del pensiero libero.
Il mondo Arabo, prega il suo unico Dio per il benessere futuro senza mai bestemmiarlo ma si è sempre sottomesso al comando del regnante o del dittatore del momento senza attaccarsi a nessuna ideologia o bandiera ma dividendosi in clan e tribù.
Oggi siamo ad una svolta molto importante per l'umanità ed è il cambio nel modo di agire che il mondo arabo sta mettendo in atto.
Mi fa piacere riscontrare che tutte le esperienze negative che ha prodotto il popolo Occidentale siano state elaborate ed utilizzate in maniera positiva e produttiva dal popolo Arabo.
A differenza dell'occidente, la rivoluzione Egiziana è stata una richiesta esaudita da una mobilitazione pacifica e statica. Si sono seduti, hanno fatto una richiesta dettata dal desiderio di libertà . Certo che ci sono stati attimi di scontri ma questi sono stati voluti dal dittatore democratico e non dal popolo che dopo essersi solo difeso non ha contrattaccato ma si è riseduto fino a quando i vertici si sono dovuti adattare alla base.
Per la prima volta, il popolo Arabo, si è mobilitato senza l'aiuto ed il bisogno del libro sacro, neanche il fondamentalismo è riuscito ad istigare la piazza ed a differenza degli occidentali, ha riposto con rispetto la credenza nel cassetto ed ha iniziato un nuovo cammino che ha risvegliato le coscienze dei propri fratelli sottomessi da altri regimi.
Finalmente siamo all'inizio di una nuova era che si incammina senza paure e blocchi.

giovedì 27 gennaio 2011

Sono ipocrita

Io penso che la mente libera non possiede bandiere e confini,

penso che la mente libera ha idee e non è posseduta da ideali,

che conosce la paura ma non si fa dominare da essa

perchè la paura,

qualsiasi paura sia,

genera solo divisioni e chiusure e dove ci sono divisioni e chiusure

non c'è progresso umano.

Oggi è il giorno della memoria,

il momento del ricordo

mi chiedo a cosa serva ricordare uno sterminio

se non agisco per far cessare quelli attuali.

sono un'ipocrita,

ecco quello che sono

sono solo un bla bla bla .................

Il CIARLATANO

che non conosce la vergogna

giovedì 30 dicembre 2010

SBALORDITO

Sei stata brava a confondermi, cambiare il senso di ogni cosa, ci sei riuscita, complimenti, a rivoltare le miei certezze, a cancellare in un attimo il mondo, tutto il mio sapere rimesso in discussione. Il tempo di uno sbattito di ciglia, e non sono più.
Nuove sfumature si sono sovrapposte, tonalità a me sconosciute hanno creato l'abisso, infiniti sono ora i dubbi, piacevoli le ricerche.
Grazie, mente mia che hai deciso di mentirmi spezzando le catene, liberandomi all'ignoto tutto da scoprire, grazie.

A TE

Stella,
splendi nella notte,
illuminarmi il cammino è il tuo destino,
cercar di afferarti il mio martirio,
sognarti è il mio cibo
amarti è la vita.

sabato 18 dicembre 2010

CAMMINO

In me mago agere,
fare agire il mago che è in me,
il mio potere dell'immaginazione,
ecco cos'è !
l'inizio delle mie creazioni,
nascono, vivono, in me diventano forma !
Come mani che modellano creta, la mia mente plasma il pensiero ,
il mio sguardo si illumina nell'osservare all'infinito,
nessun ostacolo, nessun limite.
Nulla può contro.
Niente mi manca !

Mi scontro con il mio IO supremo,
mi inginocchia !
La presunzione, l'orgoglio,
rendono tutto impossibile,
così quel che credevo luce,
si rivela per quel che è,
buio offuscante.
Il sogno muore nell'incubo.
La bramosia di fama,
non sfama.

È l'uomo che ha bisogno dell'arte, non il suo contrario.

Addomesticare l'ego,
tramutare il giudizio in strumento utile di crescita,
rendermi umile,
ecco cos'è l'inizio del dono.
Nasce, vive, solo emozione !
Come un contadino al servizio del raccolto, ora, servo.
Lo sguardo si illumina vivendo il brivido,
tutto è libero, tutto in evoluzione,
cammino verso essere …........

giovedì 16 dicembre 2010

GRAZIA

dopo il diavolo arriva l'angelo,
dopo l'angelo arriva il diavolo,
chissà,
chi dei due è chissà.
Ama gli anni che hai,
falli brillare,
negli anni che hai.
il diavolo e l'angelo
si unirono
in un unica entità vitale,
senza svelare,
chissà chi, era chissà.

venerdì 12 novembre 2010

GOCCIA

L'amicizia ed il tempo sono troppo preziosi ed unici per essere sprecati, vanno utilizzati in modo nobile. Non è la continuità abitudinale creata dal cammino di una strada comune che genera emozione ma la qualità dell'attimo vissuto realmente ed intensamente quando ci si incontra all'incrocio delle nostre strade differenti a rendere ricca la nostra esistenza, a dare valore alla nostra amicizia e a dare vita all'emozione del tempo condiviso.

lunedì 25 ottobre 2010

LUCE

(Ispirato da LA CAVERNA di Platone)

Anestetizzato, costretto a subire la verità del mondo che vivo, a sopportare, l'unica realtà, l'unica a me data a sapere... ma cosa c'è oltre il muro sul quale danzano le ombre, cosa vive alle mie spalle... mi inquietano queste domande mi agitano, infiammano l'urgenza di scoprire, un passo avanti uno indietro mi ribello dalla costrizione, spacco la catena che mi obbliga allo schema sono fuori dalla fila incomincio a correre scappo con l'unica certezza di quel che lascio sento il vento sulla pelle mi avvolge senza forza come una camicia il cuore impazzito a dettare il flusso sanguigno il respiro affannoso mi assorda le orecchie l'imprevisto mi assale la sento è come una mano puntata al petto mi blocca non mi fa andare oltre neanche un passo ci vuole tempo per calmar l'affanno gli occhi hanno bisogno d'ambientarsi adesso nitida la vedo si rivela al mio sguardo sporcata dal bagliore la linea d'ombra a segnare il confine ammiro la scoperta mi ci vuole poco per capire che esiste molto di più di quel che mi era dato a sapere ci vuole molto forse troppo per comprendere codificare le nuove sconosciute immagini che adesso albergano nella mente abituare il pensiero ad essere libero è come ritornare alla vita nuovamente vergine all'inizio fa male varcare la soglia oltrepassare il confine Il terrore l'estasi l'amore mi trafiggono in egual misura smarrito naufrago in balia delle emozioni ma appena mi adatto al nuovo stato LUCE mi trovo ad essere capitano della rotta Ulisse di ritorno ad Itaca adesso so conosco i trabocchetti di Morfeo mi fermo sulla soglia evito di guardare urlando all'interno

Ehi mi sentite Vi prego ascoltate Non è l'unica realtà quella che sopportate

allungo la mano aspetto sereno un'altra anima inquieta

martedì 5 ottobre 2010

NON è LA FAME MA è L'IGNORANZA CHE UCCIDE

Non è la fa fame ma è l'ignoranza che uccide !!!!

così canta Piero in Terremoto ed ha ragione perchè è proprio la nostra ignoranza che uccide.
Uccide il respiro uccide il rispetto uccide la ricerca che porta alla scoperta.

La non conoscenza delle infinite possibilità umane che possono condurre l'umanità ad una magnifica esistenza ha fatto si che la popolazione terrestre si dividesse in piccoli frammenti bandiere ideali e credenze.
L'ignoranza ha creato la zona buia nella quale la lotta ha trovato la sua naturale dimora e nella quale si alimenta generando il proprio cibo con altra lotta creando così il circolo vizioso che da ossigeno a se stessa così l'ignoranza rimane la vera ed unica Regina carnefice che usurpa la libertà vitale.
Abituati a chiamare la sopravvivenza Vita l'Umanità a perso il reale contatto dell'esistenza e vivendo nel buio ogni singola persona cerca di affermare la propria realtà impedendo la libera realtà altrui.
L'ignoranza crea la competizione che limita le possibilità.

Io sono l'Umanità che non vuole più vivere nel buio del''ignoranza.
Io ero l'Umanità che lottava contro i mulini a vento sventolando la bandiera di un finto ideale.
Io sono l'Umanità che risvegliandosi dal torpore ha iniziato un nuovo viaggio verso la conoscenza che porta alla condivisione.

martedì 28 settembre 2010

EFFIMERA ILLUSIONE

Le aspettative sono le nostre gabbie. Ci creiamo false certezze per dar da mangiare il sonnifero alle nostre paure e quando Morfeo con un calcio ci riporta al risveglio, ci meravigliamo che la nostra realtà è un'effimera illusione.

giovedì 12 agosto 2010

Recensione di "FELICITÀ" di Will Ferguson

Mauro prendilo, è divertente!!! Forse non sono state proprio queste le parole ma sicuramente penso che sia stato l'esatto significato del pensiero di Patrizia. Così in un pomeriggio di fine Luglio mi sono diretto alla Feltrinelli Duomo di Milano e dopo averlo avuto fra le mani ed accortomi che le poltroncine erano tutte occupate, mi sono adagiato su uno di quegli scalini metallici, di quelli che si usano come aggiunta ai centimetri mancanti per le persone come me, i finti corazzieri. Dieci pagine esilaranti lette fra il via vai dei clienti a me indifferenti. Capita sempre così quando un racconto mi cattura, lascio al resto del Mondo le sue furie ed i suoi tempi e così, dopo quelle poche pagine e con il sorriso scolpito, mi sono diretto alla cassa per acquistare quel volume che prometteva allegria.
Cosa potrebbe capitare se un libro avesse la ricetta tanto ambita, se tra le sue pagine ci fosse quella luce tanto cercata ad illuminarci il cammino verso la felità ?
Edwin de Valu ha avuto la fortuna di inciampare in quel libro e fra rovinose cadute, tra incroci presi per caso ed incontri sperati, voluti e rifuggiti, si ritrova, a sua insaputa, a segnare la strada verso la probabile autodistruzione dell'umanità. Edwin ci accopagna, facendoci ridere delle sue disavventure che sono uno specchio di noi stessi, verso il riveglio e la presa di coscienza del futile, dell'utile e dell' inutile che ci circonda e ci accompagna durante il cammino della nostra vita.
Trecento pagine di allegria e meditazione che ci aiutano a comprendere la potenza dell' autoaiuto ed il piacere di una vita vissuta in maniera positiva.

lunedì 2 agosto 2010

OSSIGENO E RISVEGLIO

Ci hanno offuscato la mente per anni e decenni, tanti e troppi decenni con simboli che hanno creato il nostro disservizio, falci, svastiche , martelli, croci e lune. Ci siamo illusi di fronte al Sole nascente pensando all'avvenire e poi ci siamo estasiati davanti a stelle brillanti per poi rincoglionirci con strice di vari colori e dagli effetti opposti. Ci hanno regalato il possibile in forma di carta elettronica per poi chiederci gli interessi come se il consumismo fosse opera nostra, come se il tubo catodico lo governassimo Noi. Adesso che loro sono in ginocchio, loro che non riescono più a tenere le corde perchè i burattini sono diventati pesanti, loro i venditori di fumo ci raccontano che Noi dobbiamo rimboccarci le maniche, che Noi dobbiamo stringere i denti, che Noi dobbiamo capire che i tagli sono necessari.
Io ho capito solo che è necessario cambiare, che è arrivato il momento che ognuno di Noi crei la propria rivoluzione interiore e per rivoluzione intendo crescita e costruzione di un nuovo pensiero che porti tutti Noi, insieme , a creare il nostro presente, che abbia basi solide ma non di quelle basi idologiche che ci hanno portato a questi risultati disastrosi, ma di basi civili, creative, oneste e rispettose del prorio prossimo. Non abbiamo bisogno di bandiere e simboli per identificarci perchè se arriviamo a capire che l'aiuto del prossimo è una risorsa da coltivare, se arriviamo a capire che la diversità è solo fonte di confronto produttivo, allora non ci serve identificarci perchè un' unica entità produttiva non necessita di confronti e giudizzi ma di pace condivisione e rispetto.

giovedì 29 luglio 2010

PIACERE

Quando facevo immersioni ero curioso di scoprire cosa ci potesse essere a 300 mt di profondità ma quando arrivavo a 30 mt mi rendevo conto che quella curiosità poteva essere deleteria ed allora focalizzavo il mio tempo subacqueo alla ricerca di soddisfare altre curiosità più piacevoli abbandonando la curiosità iniziale.
Sono ancora curioso di sapere cosa ci possa essere a - 300 mt ma la felicità dell'esperienza dei - 30 vissuti e goduti è molto più appagante. :-)

mercoledì 12 maggio 2010

INFINITO

Eclettico come l'acqua, mi trasformo e mi adatto ad ogni esigenza per divertirmi a giocare la Vita

venerdì 30 aprile 2010

FAVOLA PER ADULTI INCOSCIENTI

C'erano una volta, tanto tempo fa, delle persone che vivevano sotto lo stesso cielo e sopra la stessa terra. Mangiavano, lavoravano, consumavano e usufruivano del territorio in maniera disordinata. Un giorno, si resero conto che senza un ordine, senza un'idea di gestione dei propri bisogni ed esigenze, senza una condivisione di priorità e doveri comuni, insomma, senza un'idea di futuro, il loro territorio sarebbe stato destinato ad esaurirsi in breve tempo. Quel giorno decisero che era arrivato il momento di sedersi in circolo per poter parlare e confrontare le proprie idee, per poter arrivare ad avere una risposta alla domanda che i loro figli gli facevano ogni giorno

- Papà, Mamma, domani cosa facciamo ? Cosa mangiamo, domani ….... domani …Mamma,Papà .... domani?-.

Sedute in circolo, la persone, in breve tempo, si resero conto che la linea curva che li aveva uniti facendoli sedere dubbiosi e speranzosi, parola dopo parola, subiva delle mutazioni dovute alle divergenze nella visione futura comune. All' inizio, pian piano in un brusio, poi bruscamente urlando, quella linea cambiò il suo corso.
Il cerchio divenne un' ellisse. chi tirava da una parte, chi dal' altra ed in breve tempo la linea curva smise di essere tale e si tramutò in una linea a zigzag. Già, a zigzag, perché tra chi tirava da una parte e chi tirava dal' altra, ci fu anche chi, non contento delle posizioni nate, cominciò a spingere, chi da una parte e chi dal' altra. Quella nuova linea, adesso, era diventata un unione di spigoli prendendo la sembianza di una stella, simile alla stella cometa ma senza coda.
Si sa che senza il lubrificante anche l'ingranaggio migliore è destinato ad usurarsi e quindi rompersi.
Stessa sorte ebbe presto anche la stella perché a furia di tirare e spingere, gli spigoli, stanchi di sopportare un tale stress, arrivarono a spezzarsi dividendo l' unica linea in tante linee più piccole e disunite.
Fu l'inizio del caos.
Le parole divennero insulti e le voci si tramutarono in urla.

I sorrisi dei bambini dov' erano finiti ? Ed i loro domani?

Tra le urla e gli insulti si fece breccia la rabbia che chiuse le menti pensanti riducendole a soli miseri istinti primordiali. Gli adulti, grazie alla rabbia, si erano dimenticati il motivo che li aveva fatti riunire in circolo, avevano dimenticato che quel cerchio , ormai distrutto, era nato per trovare un futuro comune per i loro figli.
Adesso , gli adulti, pensavano solo al loro presente, a come poter dominare le altre linee per alimentare il proprio Ego.

Dei bambini, del loro futuro, dei loro sorrisi ormai tramutati in visi tristi, dei loro vagiti, non interessava più a nessuno.

Tra tutte , una mente fu più arguta e veloce delle altre. Senza remore riuscì, con il carisma e l'inganno, ad avere la supremazia sul resto delle persone ormai allo sbando.
Sotto quel cielo e sopra quella terra, nessuno più urlava, la rabbia si trasformò in paura, l'Ego in ossequio e le voci divennero bisbigli ascoltate da orecchie tese al controllo.
Il silenzio divenne il suo Inno !
Fu l' inizio dell' ordine, il suo ordine !
Ogni sua esigenza divenne obbligo altrui, ogni suo vizio un desiderio da soddisfare senza giudizio e così a breve anche le persone cambiarono aspetto. Alcune camminavano sulle ginocchia con le mani giunte e le dita puntando il cielo, altre camminavano tenendo la fronte rivolta verso i loro piedi, avendo cura di tenere il mento contro il petto, evitando così di poter parlare e quindi divulgare il proprio pensiero. Chi stava meglio era chi utilizzava gli arti inferiori per la loro intera lunghezza. Aveva capito che se faceva appoggiare le cosce ed i polpacci a terra, utilizzando anche i gomiti e le mani per spostarsi, avrebbe avuto meno difficoltà a raggiungere le briciole che gli venivano lanciate . L'unico inconveniente erano i calli alle ginocchia ed ai gomiti ma a quelli ci si abituava subito e per la digestione bastava girarsi di schiena a pancia all' aria in attesa di qualche carezza da parte del lanciatore di briciole.
Si sa che senza il lubrificante anche l'ingranaggio migliore è destinato ad usurarsi e quindi rompersi.
Stessa sorte ebbe presto il lanciatore di briciole perché è vero che se abitui lo stomaco a mangiar poco, in breve tempo lui si adatta alla quantità di cibo lanciata ma è anche vero che lo stomaco non comanda il fegato. Si sa che il fegato rosica, rosicando si infiamma, le fiamme fanno urlare di dolore ed il dolore istiga le masse ! L' inno del silenzio fu stracciato e le persone ricominciavano a ritornare alla loro postura originale. Tutti in piedi a testa alta si appropriarono, con canti festanti, dell'intera forma di pane che il lanciatore di briciole teneva custodita nella sua reggia. Quando le persone videro i propri figli piangere, si accorsero della loro idiozia nell'aver loro negato il futuro. In segno di scuse presero il loro Ego, ne fecero un monumento con la faccia del lanciatore di briciole e lo misero al centro della piazza centrale del paese.

Quel giorno, quelle persone divennero una comunità, una famiglia allargata.

Ad ogni problema ci si sedeva in circolo nella piazza centrale con in mezzo il monumento ed in quel circolo tutte le persone avevano diritto a stare. Incominciarono a confrontare in maniera propositiva ogni loro idea e al primo accenno di egocentrismo di uno di loro, tutta la comunità, gli indicava il monumento facendogli capire che stava entrando in errore.
Da quel giorno, intere generazioni di bambini continuano a ridere e divertirsi sotto lo stesso cielo e sopra la stessa terra.

martedì 13 aprile 2010

DESTINO

Il destino non esiste, è solo la conseguenza di ogni decisione.
Non voglio e non posso credere che a questo mondo ci sia una regia prestabilita che decida ogni mia azione, che custodito da qualche parte ci sia un libro impolverato che nasconda al suo interno tutti i miei passi futuri come se questa vita fosse niente altro che una proiezione di un film in visione su qualche schermo per chissà quale entità che seduta in poltrona ride diabolicamente ad ogni mia disavventura ed invidiando ogni mio successo.
Certo che all'occorrenza è comodo avere un'alleato da tradire nel momento più opportuno, una splalla innocuoa che cammini al nostro fianco al quale puntare il dito nelle situazioni peggiori e dato che è pericoloso incolpare dei nostri fallimenti un' altro essere vivente perchè quest'altro potrebbe tranquillamente smascherarci producendo prove attendibili ed alibi inconfutabili che rivelano la sua innocenza, noi ci creiamo un fantomatico colpevole al quale diamo il nome Destino, il nostro complice migliore, il muto e fidato incassatore al quale releghiamo tutte le nostre sconfitte. Ingiudicabile perchè supremo ed inaffondabile come un salvagente in alto mare in mezzo alla tormenta, Lui si dona alle nostre esigenze tenendoci a galla e non facendoci affondare nel marasma dei nostri guai.

giovedì 8 aprile 2010

THE DARK SIDE OF THE PINK

( Ispirato dal film THE WALL )


Lo ricordo bene, quel silenzio che mi urlava dentro facendomi graffiare con lo sguardo chiunque si avvicinasse.L'odore d'ospedale, medicine e morte che si respirava, camminando per quelle corsie dall' intonaco cadente, è ancora vivo nelle mie narici. La sento ancora addosso quella sedia nel corridoio, il tremore che provavo quando gli rimanevo seduto nell'attesa che la porta si aprisse e che la voce mi chiamasse. Ogni volta la stessa attesa, la stessa porta, la stessa sedia sempre più consumata e lucida, ogni volta una voce diversa che pronunciava il mio nome. Ricordo che odiavo il suono del mio nome uscire dalla bocca di quei lupi, l'eco che si generava rimbalzando tra le pareti vuote di quella stanza e che usciva disperdendosi nel corridoi, odiavo il dovermi alzare per dirigermi verso di loro, verso l'interrogatorio. Li trovavo sempre seduti dietro quella scrivania subito dopo l'uscio, in pose differenti, con gli occhiali al collo oppure in mano facendo l'azione d'indossarli o di levarli, chi aveva tra le dita una penna facendola roteare, chi invece la usava per il suo utilizzo naturale scrivendo su fogli di carta che poi spostava nella parte destra della scrivania facendo un gesto sgraziato con il braccio appena Io entravo. Li ricordo bene quegli scarabocchi neri e blu camuffati da appunti su sfondo bianco che strisciavano sul legno coperti dal palmo aperto della mano curata che li accompagnava nervosamente al mio apparire. Infine, come potrei mai dimenticare quell'espressione dipinta sul volto che li accomunava. Burattini in camice bianco con lo stesso falso sorriso che per scappare dalla propria pazzia studiavano quella degli altri giudicandola e classificandola in cartelle deposte in schedari a prendere polvere sino alla prossima visita. Non sopportavo quelle intrusioni ostinate che osavano alla mia intimità mentale come non sopportavo loro, bestie che vantavano diplomi e lauree appesi alle pareti e che a me sembravano solo trofei di caccia comprati al mercato delle pulci.
Cosa ne sapevano loro, come potevano solamente immaginare cosa provavo, come mi sentivo, quando la mattina mi svegliavo per affrontare la guerra della vita ed il primo pensiero nell'alzarmi dal letto era solo l'attesa della sera per ritornare a nascondere le orecchie nel cuscino, fuggire nel rifugio del sonno, lontano da quei mattoni che incatenavano la mia libertà.

mercoledì 7 aprile 2010

FELICEMENTE RINCHIUSO

Il ticchettio continuo delle gocce sulle tegole alternato al rilascio del getto d'acqua incanalato nel vaso di scolo che dal tetto si dirige nel prato, il frustare del vento sulle persiane che si lamentano cigolando mentre ondeggiando creano l'intermittenza di luce sulla parete dove dimorano i quadri illuminati dal faro del viottolo che ti indica il cammino quando lo percorri ogni giorno per entrare ed uscire dal tuo nido, i quadri che ad ogni intermittenza ti svelano i tratti nascosti dell'artista che magicamente riaffiorano sfumando i contorni che non avevi mai notato e che Lui aveva studiato minuziosamente aggiungendo ogni pennellata solo per l' urgenza di quell'emozione che l'ha ispirato, ed infine la persona che ami che si avvolge al tuo corpo condividendo con te i brividi di freddo ed il calore generato dal dono della vita. Ecco alcune volte ringrazio il Sole di regalarmi tutto questo decidendo di nascondersi dietro le nuvole che accompagnano il diluvio.

mercoledì 31 marzo 2010

L'OLIMPO NON È PIÙ CASA MIA

Vivevo per la gran parte del mio tempo incazzato perchè pensavo in maniera non sana.
Ogni volta che dovevo affrontare un problema o decidere cosa fare in una determinata situazione, la prima cosa che facevo era analizzare tutte le possibilità negative che sarebbero potute succedere ed immancabilmente succedevano, sempre.
Ero incazzato anche perchè ero convinto di rendermi conto che la gente non capiva quello che dicevo, pensavo e volevo ed in più ero incazzato perchè mi faceva male il braccio, avevo il vizio di tenerlo sempre teso in avanti con l'indice ad indicare.Insomma mi sentivo un Dio, fino a quando, un giorno, mi sono ritrovato davanti ad uno specchio e quel dito me lo sono ritrovato contro.Adesso, tutte le mattine al risveglio, ringrazio quello specchio che mi ha aperto una nuova veduta creandomi un dubbio, ad essere sincero qualche mattina me ne dimentico , purtroppo e per fortuna sono umano ma faccio di tutto per rimediare.
Grazie a quel dubbio ho incominciato a chiedermi come mai la gente non mi capiva e da li a pensare che forse il problema ero Io, Io che non mi spiegavo in maniera adeguata e soddisfacentemente comprensibile .
Ho provato anche a cambiare atteggiamento verso il prossimo e mi sono accorto che il braccio poteva farmi meno male se incominciavo a non indicare più gli altri e che forse forse e ripeto forse, c'era la seria possibilità che Io non fossi l'eletto, il Dio perfetto e quindi ho smesso di incolpare il creato.
Creato poi da chi ? Anche questa è una mia vecchia certezza limitante che, grazie al processo innescato dallo specchio, si è tramutata in un nuovo meraviglioso dubbio .
Ho incominciato a guardarmi dentro, ad analizzare me stesso, a cercare solo quello che voglio e come posso fare per ottenerlo, sempre e comunque in rispetto del prossimo e valutando solo le possibiltà positive che possono avvenire facendo una determianta azione. Ti assicuro che non tutte ma almeno una possibiltà positiva si realizza, sempre.
È vero, ogni tanto mi incazzo ancora, lo ripeto purtoppo e per fortuna sono umano, però la mia esistenza è cambiata drasticamente in maniera positiva, alcune volte mi capita di inciampare ma mentre prima crollavo drasticamente in terra urlando contro il mondo, adesso il più delle volte non cado e se capita mi rialzo ridendo dei miei errori consapevole che grazie a loro posso ricominciare evitado di ricommetterli.
Stavo dimenticando l'indimenticabile, lo specchio si chiama Jacopo.

giovedì 25 marzo 2010

STASI

Con più testa e meno pancia, trovando la giusta distanza, ci si può stupire nel riscontrare l'esistenza di alcune cancellate a maglie larghe che ci tengono rinchiusi dandoci l'illusione della libertà .